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POLITICA
5 febbraio 2009
Perché "Cittadino Informato"
La decisione di creare questo spazio virtuale di pensiero e riflessione è scaturita successivamente alla constatazione del quotidiano verificarsi di gravi fenomeni di disinformazione da parte dei mezzi di informazione tuttora più popolari: carta stampata e televisione. Tuttora sì, ma non ancora per molto, posto che il vertiginoso aumento della possibilità di accesso ad Internet ha reso il computer, e più precisamente la rete, degli strumenti facilmente utilizzabili da chiunque. Ciò ha accentuato il carattere "popolare" del web, il quale, connotandosi per il suo elevato ed ineguagliabile livello di democraticità, permette a ciascun individuo che disponga di una connessione di esprimere il suo pensiero e soprattutto di far circolare tale pensiero, che diventa quindi accessibile per qualsiasi altro "navigante".

Premesso ciò, occorre puntualizzare brevemente il modesto scopo che si prefigge questo spazio libero: la situazione dell'informazione in Italia, prescindendo da qualsiasi punto di vista politico, appare, ad un qualsiasi osservatore obbiettivo, estemamente grave.
Il potere di informare posseduto da determinati organi, inizialmente solo i giornali, poi affiancati dal mezzo televisivo, è un potere estremamente rilevante, una variabile che incide profondamente sugli equilibri su cui si fonda un regime politico.
Allorquando il regime politico sia costituito da un regime autoritario, il potere informativo è saldamente nelle mani delle classi titolari del potere politico, per dirla brevemente nelle mani del "dittatore", al fine evidente di manipolare l'opinione pubblica a suo favore. In un regime democratico, viceversa, il potere informativo non è controllato dal potere politico, o se lo è lo sarà comunque soltanto in una piccola parte (diventando quindi una somma dell'espressione delle diverse forze politiche in gioco, ed in particolare delle minoranze, le quali possono così esercitare quel ruolo fondamentale di controllo sull'azione della maggioranza che è a loro deputato da una costituzione democratica).

Quando però, in un regime democratico, il potere politico (anche manovrato dal potere economico, che tendenzialmente rimane occulto o comunque non si rende immediatamente riconoscibile) si coalizza con (o meglio fagocita il) potere informativo, gli equilibri saltano. Le minoranze rischiano gravemente di venire estromesse dai processi democratici della politica nazionale, insomma dalla vita democratica dello Stato.
Di più: l'informazione è un ingrediente fondamentale per la creazione di una opinione pubblica che sia in grado di poter giudicare in modo consapevole, corretto e responsabile l'operato del potere politico (e più precisamente l'azione della maggioranza). Se si vizia l'informazione, rendendola magari fuorviante, manovrata o asservita ad interessi determinati, il risultato sarà la formazione di una pubblica opinione anch'essa viziata, e dunque non posta in condizione di esprimersi adeguatamente sul comportamento della maggioranza, e più in generale di valutare la condotta delle forze politiche.

Può verificarsi però un caso estremo (che forse prelude ad un cambio di regime politico). Se il potere informativo nel suo complesso pone in essere una condotta (che chiameremo di non informazione) finalizzata alla tutela di interessi ascrivibili alla quasi totalità del potere politico, a seguito di manovre ipoteticamente conniventi delle forze politiche, quindi se non è più possibile distinguere fra maggioranza e minoranza ossia la minoranza non esercita più quel ruolo di controllo sulla maggioranza creando "di fatto" un unico soggetto politico, ciò che accade è gravissimo: l'opinione pubblica non riceverà altra informazione che quella manovrata da quell'unico soggetto "di fatto" e dunque si arriva all'addio definitivo del pluralismo.

A mio giudizio, l'Italia è in marcia su un cammino non lontano da quest'ultimo esempio. Non basta più osservare (e condannare) l'anomala situazione per cui un individuo può ricoprire la carica istituzionale più importante dal punto di vista della determinazione della politica nazionale e contemporaneamente essere in condizione di controllare di fatto o comunque orientare pesantemente una parte dell'informazione. Quello che attualmente accade travalica i termini di questa osservazione, che sembra ormai essere passata di moda.
Ciò a cui si assiste, a ben vedere, è la formazione di una pressoché unitaria voce dell'informazione italiana, che pur non rispondendo direttamente ad un solo individuo (quell'individuo che è anche il dominus politico) di fatto ne tutela comunque gli interessi, nel silenzio delle altre forza politiche. Tali interessi, è questo il punto centrale, non sono solo interessi personalissimi di quell'individuo, ma essi si allargano sino a ricomprendere gli interessi (finanziari, economici o quant'altro) riconducibili all'intero apparato politico del paese (ricordando poi lo stretto legame fra potere politico e potere economico), in osservanza di un ipotizzabile patto scellerato fra le forze politiche della maggioranza e della c.d. opposizione, la quale, evidentemente, tanto opposizione non è nel momento in cui si trova a dover gestire e tutelare interessi convergenti con quelli facenti capo alla maggioranza al potere, e dunque coalizzandosi con essa in modo occulto (ma nemmeno poi tanto) per orientare al meglio il potere informativo.
Questo, a mio modesto parere, è quanto attualmente accade in Italia.

Risulta evidente allora che il cittadino che voglia discostarsi dall'opinione pubblica viziata e manovrata ad arte dalla quasi totalità dei mezzi di informazione (giustamente definiti mezzi di distrazione di massa) sia costretto a cercare fonti altre per raggiungere quel grado di responsabilità e consapevolezza indispensabile per poter giudicare le forze politiche nel momento in cui eserciterà il suo "personale potere" per cambiare le sorti della politica nazionale: il voto.
Un CITTADINO INFORMATO dunque.

L'alternativa c'è: è proprio rappresentata dalla grande opportunità che offre Internet. Sulla rete la menzogna dura poco. Ma chi sta leggendo queste righe, già lo sa.
Il problema è rendere coscienti di ciò chi ancora non lo è. Ma anche a questo troveremo soluzione.
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