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POLITICA
12 luglio 2009
Il colpo di grazia


E' davvero il colpo di grazia. Non si tratta delle confuse parole di Ignazio Marino, neocandidato alla segreteria del Pd, su cui - per una volta - mi trovo d'accordo con il direttore del Giornale, l'ottimo amico a quattrozampe Mario Giordano, il quale titola: «L'ultima tragicommedia», stroppiciandosi freneticamente le mani e sbellicandosi per la pochezza del "nemico". Ma non si tratta di questo.

Vero o falso che sia, il gesto simbolico dell'annuncio della candidatura di Grillo per la segreteria del Partito Democratico è un colpo di geniale surrealtà. Salutata da Marco Travaglio come «la notizia più divertente del decennio», l'evento non può che descrivere nel modo migliore possibile lo stato della politica italiana. Se qualcuno (Maurizio Blondet) aveva ironicamente proposto "for premier" Guido Bertolaso, vero factotum del governo, - «è, lui sì, un "uomo del fare", contrariamente al Salame (Berlusconi, ndr), uno che si sbatte, che parla poco e pensa prima di parlare, che va sui disastri anzichè dalla D’Addario. L’Italia è un disastro perenne, deve farsi amministrare dalla Protezione Civile» - immaginare un comico al capo di un partito e in lizza per guidare un futuro governo, riassume lo sbando politico, sociale, etico di questo paese.

Il sorriso è immediato. La presa in giro riesce bene. Eppure le parole di Grillo sono di una semplicità disarmante. Occorre solo fare lo sforzo di toglierle dalla bocca di un comico e immaginare che esse siano pronunciate da un intellettuale di sinistra, uno qualsiasi, uno solo, uno. Che non c'è. Allora niente, le pronunci Grillo: «Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c'è il Vuoto. Un Vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. Una sinistra senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali. Muta di fronte alla militarizzazione di Vicenza e all'introduzione delle centrali nucleari. Alfiere di inceneritori e della privatizzazione dell'acqua. Un mostro politico, nato dalla sinistra e finito in Vaticano. La stampella di tutti i conflitti di interesse. Una creatura ambigua che ha generato Consorte, Violante, D'Alema, riproduzioni speculari e fedeli dei piduisti che affollanno la corte dello psiconano. Un soggetto non più politico, ma consortile, affaristico, affascinato dal suo doppio berlusconiano. Una collezione di tessere e distintivi. Una galleria di anime morte, preoccupate della loro permanenza al potere. Un partito che ha regalato le televisioni a Berlusconi e agli italiani l'indulto».

Si badi, sarebbe bello ascoltare anche un intellettuale di destra, uno qualsiasi, uno solo, uno, pronunciare qualche parola d'indignazione e di critica verso colui che guida la destra odierna italiana. Silenzio.

Intanto, si profila l'ennesima "sanatoria", passaggio obbligato a seguito della penalizzazione della clandestinità (ammenda da 5 mila a 10 mila euro) e conseguente trasformazione immediata in "veste criminale" di circa 400 mila persone presenti sul territorio italiano, il che comporterà un prevedibile appesantimento dei ruoli dei tribunali, che saranno probabilmente ingolfati da migliaia di procedimenti inutili, come denunciato dal Consiglio Superiore della Magistratura.
Spiega bene Giornalettismo.it che «nel 2007 il decreto-flussi ha permesso l’ingresso (in realtà la regolarizzazione) di 170 mila persone. Ci furono 741 mila domande. Fu fatto allora un secondo decreto flussi nel 2008, per altre 150 mila persone. Poi, il nuovo governo ha scelto l’approccio “duro” e lo stop ai flussi d’ingresso. Visto che non ci sono state espulsioni di massa (nel 2008 sono state 6 mila), il governo di centrodestra ha di fatto creato per legge almeno 400 mila clandestini: gente che voleva regolarizzarsi, di cui il ministero degli Interni conosce nome, cognome, indirizzo, datori di lavoro. Per arrestarli, non serve niente: basta trovare le carceri dove rinchiuderli, il personale per sorvegliarli e soprattutto i milioni di euro necessari per organizzare il rimpatrio. E poi mettere sotto processo i loro datori di lavoro. Aver fatto diventare “criminale” questa gente ope legis è ridicolo, più che razzista. Anche perché nel frattempo gli ingressi sono continuati. E il “nuovo corso” più "duro", quello dei respingimenti, serve a poco. Perché gli arrivi via mare non rappresentano più del 10-12%, dell’immigrazione irregolare dall’Africa verso l’Italia. Infatti nel 2008 sono sbarcate “appena” 30 mila persone, ma ne sono entrate molte di più. Perché la stragrande maggioranza, circa il 75%, arriva semplicemente con un regolare visto turistico, che alla scadenza trasforma spesso il turista in un immigrato irregolare, magari con un lavoro irregolare».
Effetti collaterali e indesiderati della difettosa legge Bossi-Fini.

In questi giorni di agriturismo aquilano con copertura mediatica 24 ore su 24 e pianificata celebrazione-salvataggio del leader degna di Kim Jong-Il, l'evento più rilevante è stato senza dubbio un pranzo al ristorante Reale di Rivisondoli. «Per le mogli dei Grandi della Terra verrà servito: gelato di "roveie" (legume selvatico quasi estinto dolciastro) con guanciale di Paganica croccante, Baccalà macerato in olio extravergine di oliva con granita di patate e assoluto di peperoni arrosto, tortello liquido di piselli con pomodoro fresco basilico e pecorino, vitello glassato con orapi croccanti e macedonia tiepida di patate, caldo freddo di cioccolato e finocchio. Particolare il pane: pane di solina (farina di grano tenero di altamontagna) pane di saragolla (farina quasi estinta utilizzata molto dai contadini negli anni 50)».

Invece, una notizia davvero degna della prima pagina è la seguente: dopo tre bocciature tre, Renzo Bossi (la "trota" del noto Umberto) ha passato l'esame di maturità.
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