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POLITICA
13 ottobre 2009
Golpe, complotto, avvicendamento


La tesi del golpe contro la democrazia e contro la volontà sovrana del popolo, del complotto contro il legittimo regnante, è l'ennesima grida disperata finalizzata ad offuscare fatti e debolezze politiche.

E' inoppugnabile che SB sia stato travolto dagli eventi, ai quali lui purtroppo non è estraneo. Al contrario ne è il protagonista: suona ipocrita e mistificante disconoscere ciò che lui stesso ha concorso a creare.

Per non andare troppo indietro nel tempo, basta ripercorrere gli ultimi mesi, a partire dallo scandalo delle showgirl da candidare al Parlamento europeo. E' un fatto, non una invenzione delle sinistre. La partecipazione di SB alla festa di tal Noemi e le sue dichiarazioni di stretta vicinanza con Papi. Ci è andato lui, la frequentava lui, con o senza genitori. Tarantini, le escort, le feste, D'addario. Era amico suo, le feste erano a casa sua, le escort le utilizzava lui. Liberamente.

Le esternazioni fuori luogo, le pessime battute dinanzi i Capi di Stato esteri, i teatrini. La derisione della stampa estera. Tutto opera sua, non certo dei golpisti.

Le sentenze, le indagini, i processi. Dell'Utri è amico suo. Con lui ha deciso, liberamente e consapevolmente, di fondare Forza Italia. Mangano lo assunse lui ad Arcore. La sentenza d'appello sul lodo Mondandori fu comprata da Previti per conto di Fininvest, di cui lui era il dominus. Mills era a suo servizio quando creò le molte società c.d. off shore per aggirare le leggi italiane. Ecc, ecc, ecc. La lista è lunga.

Ora, se una persona è coinvolta in fatti così incresciosi, per non perdere l'onorabilità e dignità proprie, anzitutto, eviterebbe di entrare nel gioco politico, ove la storia personale di un leader conta (o dovrebbe contare molto); eviterebbe di sottoporsi alle attenzioni pubbliche.

Oppure decide di entrarvi per risolvere i suoi mille problemi, eliminabili soltanto utilizzando in via diretta lo strumento legislativo a suo favore. Salvo poi gridare al complotto quando gli eventi inevitabilmente seguono il loro corso. Se si diventa premier da imputato, da premier molto probabilmente si riceverà la sentenza. E' inutile poi strillare che i giudici sono politicizzati. Ben si sapeva che dopo un processo giunge una sentenza. La favola della persecuzione con la discesa in campo è inutile.
Come se il ragazzino ruba le merende dei compagni, lo scoprono e si giustifica lacrimante coi genitori che i professori ce l'hanno con lui; con lui che ha tutti voti alti, è il migliore della classe, ma si vuole trovare il modo per bocciarlo perché sono invidiosi della sua intelligenza. E i genitori gli credono: guerra ai professori cattivi allora. E se il figlio mentisse?

A questo punto è sufficiente gridare al complotto della magistratura militarizzata, imbonire qualche milione di italiani sfruttando le proprie televisioni private e quelle che si controllano indirettamente mediante la scelta dei direttori di rete e dei telegiornali pubblici, confondendo le inefficenze croniche che da 40 anni martoriano la giustizia italiana, civile e penale, con le sentenze che accertano eventi in cui le aziende di SB e i suoi uomini hanno avuto ruoli poco dignitosi e non conformi a diritto. Tali sentenze, più che espressione di malagiustizia, sono un esempio della piena applicazione dell'art. 3 della Costituzione. Anche i potenti devono rendere conto alla giustizia. Le leggi penali valgono per tutti.

E ora la minaccia di riforme di stampo punitivo verso la magistratura. Si vuole davvero rendere celere il processo? Si intervenga sugli eccessivi formalismi di cui è infarcito il rito ordinario. La separazione della carriere c'entra molto poco. Nel 2007 è stata redatta una bozza di legge delega per riformare l'intero codice di procedura penale. Sembrerebbe un buon punto per iniziare una riforma organica. Invece si vuole colpire ben altro. L'indipendenza dei pubblici ministeri. In Italia l'azione penale dev'essere obbligatoria, se non si vuole vanificare il principio di uguaglianza. L'Italia non è la Francia, né il Regno Unito, né la Germania. Non ci possiamo permettere tanto. Immaginare di affidare alla discrezionalità di pubblici ministeri - che si vuole rendere dipendenti dall'esecutivo - la scelta di perseguire o meno fatti di reato, sarebbe profondamente rischioso.

Ma nella psicosi di massa guidata dalle televisioni, occorre ingigantire il nemico - ora i magistrati - per poi colpirlo nel consenso generale ma truccato. Il GIP scarcera il presunto stupratore applicando la legge? Separiamo le carriere. Il giudice penale condanna Mills? Separiamo le carriere. Il giudice civile condanna la Fininvest al maxi-risarcimento? Separiamo le carriere. Un giudice si permette di sollevare eccezione di incostituzionalità sul reato di immigrazione clandestina? Separiamo le carriere. E rendiamo i pm succubi dell'esecutivo. O espropriamoli delle indagini e affidiamoli alla polizia. E' evidente il non senso della propaganda di regime.

Torniamo al golpe, al complotto. Servizi segreti, poteri forti, le sinistre organizzate al di fuori dei circuiti parlamentari? Che bisogno hanno i poteri forti di intervenire quando SB si rovina con le sue stesse mani? E le opposizioni, incapaci di esprimere un leader, sarebbero capaci di organizzare piani complottisti così sofisticati?

Il complotto, se di complotto si vuol parlare c'è, ma all'interno della maggioranza. Una congiura di palazzo. Un lento distanziamento che prelude ad un semplice e ormai improcrastinabile avvicendamento. Il popolo italiano non ha bisogno di riproporre le divisioni idelogiche degli anni Settanta. Berlusconi sì, Berlusconi no.
Le macerie della sinistra avranno bisogno di tempo per ricomporsi. La destra italiana ha davvero una grande occasione. Una maggioranza schiacciante, da usare per ammodernare il paese e non per affondarlo al solo fine di risolvere i problemi di SB. Serve un cambiamento a destra. Una svolta liberale. SB ha fallito politicamente. Quando se ne renderanno conto gli elettori di questa parte politica, quelli che si richiamano al forte valore (di destra soprattutto) della legalità?

Pare che i dirigenti del centro-destra stiano iniziando a rendersi conto che difendere a tutto campo ed a occhi chiusi SB stia diventando controproducente. Qualcuno si chiede se non vi sia un problema di libertà di stampa a destra, anziché a sinistra. La linea politica delle destre non può essere dettata da quotidiani urlatori come "Il Giornale" (di famiglia).
Forse è giunta l'ora di riflettere se la destra italiana non sia in grado di esprimere un leader più credibile e possibilmente con meno procedimenti penali a carico, né immischiato in oscuri fatti di mafia, né iscritto alla (illegale) P2. Fini, Tremonti, Letta, ecc. Il materiale c'è. L'avvicendamento non sembra un'utopia, potrebbe davvero prospettarsi all'orizzonte, finalmente. Perché no?



permalink | inviato da CittadinoInformato il 13/10/2009 alle 19:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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